Il nostro plus per la tua strategia di raccolta fondi: la consulenza di ticò agency si sviluppa in modo sinergico e integrato con la creatività. Perché un’idea, per essere valida, deve nascere ispirandosi a una conoscenza approfondita del contesto, del cliente e della sua storia.

Siamo accanto alle organizzazioni nella costruzione di piani di raccolta fondi, documenti di analisi e monitoraggio dei principali indicatori – quali redemption e ROI -, analisi dei cluster dei donatori. Siamo in grado di supportare tutto il processo con tempistiche dettagliate e di coordinare i diversi fornitori.

« Per me la cosa più importante è L'ASCOLTO del cliente, perché permette di formarmi un'idea chiara dei suoi bisogni e ad individuare la STRADA migliore per raggiungere gli obiettivi. Accolgo il maggior numero di stimoli dall'ambiente associativo, per poi riuscire a sviluppare - o contribuire a - la strategia di raccolta fondi più indicata per l'associazione. Tutto ciò permette di creare messaggi UNICI e coinvolgenti per il donatore ».

La tua organizzazione ha un strategia per la raccolta fondi?

Un mailing prospect fa parte di una strategia di acquisizione, un flyer lasciti è solo una delle decine di creazioni ideate per un piano di raccolta fondi, anche un gadget fa parte di una strategia che unisce creatività, brand identity, possibilità economiche e tanto altro!

L’analisi che fai per sviluppare un piano d’azione capace di generare fondi nel breve, medio e lungo termine porta a definire gli obiettivi, e le attività da porre in essere, che si sintetizzano nella tua strategia di raccolta fondi.

Ricordati però che, per essere veramente realistica ed efficace, la strategia di fundraising è parte di una strategia associativa più ampia, che ha come scopo la realizzazione degli obiettivi istitutivi. Per esempio, la mission definisce i progetti o i servizi che fornisci, così come i valori che vuoi comunicare. Gli obiettivi dell’intera attività delineano quali risorse umane, materiali e finanziarie sono necessarie, in quali aree associative, su cui sviluppare la raccolta fondi.

La strategia di fundraising serve all’organizzazione ed è utile nelle relazioni esterne

Grazie all’iter di definizione della strategia di raccolta fondi è più facile avere una chiara comprensione di quali sono gli obiettivi da raggiungere. Infatti, vedendo quanto è realisticamente possibile raccogliere, si può capire  cosa si può fare in termini di sostengo ai beneficiari. Inoltre ogni persona coinvolta nell’organizzazione capisce come le sue attività contribuiscono a ottenere il risultato sperato ed è maggiormente coinvolta nel processo.

Ma non solo, la strategia di fundraising può essere comunicata all’esterno ai diversi stakeholders – come fondazioni, enti pubblici, aziende, fornitori e consulenti –  per migliorare la percezione che hanno dell’affidabilità associativa.

Come si sviluppa una strategia per la raccolta fondi?

Ogni organizzazione ha le sue caratteristiche, peculiarità. Non solo, è inserita in un contesto specifico e ben definito. Inoltre agisce lungo un orizzonte temporale che va dal breve, al medio, al lungo periodo. Per questa ragione è fondamentale avere una VISIONE DI INSIEME, così da capire come meglio raggiungere gli scopi prefissati.

Per fare ciò, due metodi d’analisi solitamente utilizzati sono l’analisi SWOT – che considera i punti di debolezza e di forza di un’organizzazione, così come le opportunità e le minacce con cui si confronta –  e l’analisi STEEPLE che considera i fattori esterni – fattori politici, economici, tecnologici, sociali, legali, di etica e ambientali –  che influenzano l’impostazione e il funzionamento dell’associazione.

Quindi come procedere? Serve farsi alcune domande

Per definire la propria strategia di fund raising bisogna mettere in ordine di priorità gli obiettivi da raggiungere e le attività necessarie a realizzarli, allo scopo di ottimizzare le risorse a disposizione.

Ci sono alcune domande da porsi che possono aiutare l’analisi, per esempio:

1. Dove ti trovi nella tua attività di raccolta fondi?

Chi sono i tuoi donatori (target), quali sono le modalità di raccolta fondi che attui (canali), che cosa proponi ai tuoi donatori (servizi)?

2. Dove vuoi arrivare?

Quali sono i servizi che offri oggi al tuo pubblico beneficiario e quali negli anni a venire?

3. Quanto puoi spendere?

Il fund raising è un investimento, di tempo o di denaro, quindi è fondamentale capire quali sono le risorse a disposizione e prevedere quale ritorno sugli investimenti (ROI) puoi ottenere con le scelte di raccolta fondi che stai facendo.

4. Hai il tempo per raccogliere fondi rispetto ai servizi che vuoi offrire?

Ci sono attività di fund raising che ottengono risultati nel medio periodo, per esempio la raccolta fondi sui grandi donatori e i lasciti testamentari. Se la tua organizzazione necessita di raccogliere una determinata somma in un certo periodo di tempo questo aspetto è da considerare.

5. Hai la struttura e i processi per gestire la raccolta fondi?

Per esempio, le anagrafiche vanno gestite con un CRM – customer relationship management: registrazione delle anagrafiche, delle attività di fund raising sulle anagrafiche, delle donazioni ricevute, delle autorizzazioni privacy ottenute, realizzazione di email marketing, altre necessità a seconda delle caratteristiche associative. La tua associazione ha le risorse adeguate?

6. Hai la tecnologia per facilitare le donazioni?

Bisogna essere organizzati per gestire le donazioni online facendo accordi con gli enti gestori, avere eventualmente un e-commerce, organizzati per comunicare automaticamente con il CRM e il gestionale associativo. E altro ancora.

7. Rispetti tutte le richieste legislative?

La più evidente è quella relativa alla privacy, ma vi sono altre richieste per esempio legate all’invio di bollettini postali con i messaggi di Direct Mailing.

Resta sempre in stretta relazione con il donatore

Grazie al donatore la tua organizzazione riesce a portare avanti la sua causa e a restare attiva nel tempo. Quindi, nella raccolta fondi la chiave di tutto è raccogliere, archiviare ed analizzare al meglio le informazioni sui donatori. Più dati riesci a raccogliere, più riflessioni utili si possono fare per identificare il comportamento tipico dei donatori, creando anche segmenti diversi di riferimento.

Qual è l’obiettivo? Capire le preferenze del donatore, i touch point con cui raggiungerlo più efficacemente, comunicare con lui dandogli “quello che cerca, nella modalità con cui lo cerca”, quello che è conosciuto come “ciclo di vita del donatore” (donor’s journey).

Alcuni suggerimenti per identificare il tuo donatore

Per identificare il tuo sostenitore (target o buyer persona) ci sono delle domande che ti puoi porre, anche per capire eventualmente le informazioni che ti mancano – e pensare poi in che modo ottenerle – :

  • Chi ha donato in passato, qual’è la sua età, sesso, dove abita, qual è la sua professione?
  • Qual è stata la motivazione a donare (nello specifico cosa gli abbiamo chiesto?)
  • Chi usa i nostri servizi o ci supporta con attività di volontariato o in partenariato?
  • Quali aziende e enti donatori sono interessati al tipo di attività che svolgiamo?
  • Quali gruppi di persone vorremmo che ci sostenessero? Hanno un’età, reddito, sesso o professione specifici?
  • Quali relazioni o network abbiamo in questo momento, soprattutto a livello di comitato direttivo?

Usa lo story telling

Racconta al donatore una storia che gli permetta di capire meglio quello che fa la tua organizzazione e il ruolo fondamentale che lui riveste. Inoltre, più il donatore vede esattamente chi aiuta con la sua donazione, più diventa evidente perché la sua donazione è importante. E aumenta la possibilità che diventi un donatore ricorrente. Quindi, ricorda di raccontare:

  • Storie delle persone che la tua organizzazione aiuta, prima e dopo averle aiutate
  • Storie delle persone che lavorano per la tua organizzazione a diretto contatto con i beneficiari, in modo che possano raccontare delle loro emozioni e dei risultati raggiunti
  • Testimonial, sia beneficiari che partner
  • Dati tangibili e chiari, presentati in modo coinvolgente
  • Mappe che mostrino l’ampiezza del tuo lavoro
  • Foto, video, audio potenti e coinvolgenti

Fissa un obiettivo chiaro e il limite di tempo necessario per raggiungerlo

Essere specifici è la chiave per predisporre una strategia di raccolta fondi vincente: quanto vuoi raccogliere, in quanto tempo, cosa puoi investire? Tutto ciò ti permetterà di comprendere la fattibilità di quanto ti proponi di fare e gli sforzi necessari per raggiungere l’obiettivo. Non solo, contribuirà ad avere una comunicazione più chiara e diretta.

Non solo raccolta fondi

Per essere efficaci nella raccolta fondi bisogna lavorare in una struttura organizzata e non correre il rischio di perdere donatori o perdere delle risorse. Il fund raising è come un ingranaggio molto articolato, dove ogni elemento deve funzionare sinergicamente con gli altri.

Il tuo vantaggio competitivo

Il tuo donatore deve poter percepire chiaramente e facilmente ciò che distingue la tua organizzazione dalle altre, soprattutto da quelle che performano bene nella comunicazione e raccolta fondi. Se il donatore non vede le tue peculiarità, probabilmente sceglierà chi è più visibile e conosciuto. Stiamo parlando di Unic Selling Proposition!

Ecco il piano di raccolta fondi

Dopo aver fatto un’attenta analisi di tutti gli aspetti appena menzionati, è giunto il momento per scrivere in un documento la tua strategia di raccolta fondi. Una volta pronta è necessario condividerla con tutte le figure interne coinvolte, soprattutto con i colleghi e il consiglio direttivo. È il modo migliore per identificare vari punti deboli o omissioni e per creare una cultura condivisa su quanto si vuole raggiungere.

Continua ad analizzare e agisci di conseguenza

Analizzare continuamente i risultati della raccolta fondi rispetto agli obiettivi prefissati e al piano operativo è essenziale per valutare se quanto programmato porterà ai risultati sperati, se vi sono informazioni nuove capaci di migliorare la performance, se ci sono degli aspetti non presi in considerazione che influenzano in qualche modo il risultato. Analizzare permette di rettificare in corso d’opera e imparare dai propri sbagli, così come approfittare delle sperimentazioni vincenti.

In sintesi, la strategia di raccolta fondi è:

  • Analisi dell’organizzazione o di una particolare campagna
  • Analisi del contesto e dei competitor
  • Pianificare scegliendo i target, i canali, le azioni, i costi e le tempistiche per realizzare un piano su misura
  • Analizzare i risultati e riportare

Hai bisogno di uno stampatore? Di liste?

Tante organizzazioni hanno i loro fornitori fidati. Altre invece sono in difficoltà: non hanno i contatti giusti oppure le esperienze passate sono state negative. Ci sono alcuni fornitori che sono bravissimi su grandi volumi, altri su piccole quantità che vuoi postalizzare velocemente… È necessario che tu faccia la scelta giusta su tutti i tuoi fornitori, ne va del tuo ROI! Puoi contare sulla nostra consulenza anche per questa cruciale attività.